Venerdì, 01 Settembre 2017 09:40

Come evitare revoca licenza armi

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La sicurezza pubblica

In materia di armi l’Ordinamento giuridico italiano ha come scopo finale la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblici; pertanto rilascio, revoca della licenza e autorizzazione alla detenzione sono in nesso causale con il fine sopra descritto.

Per chi appartiene al mondo delle armi è assai utile conoscere in anticipo il ragionamento della competente Autorità, quando questa è chiamata a valutare, per esempio, la revoca dell’autorizzazione o il divieto di detenzione. 

 

Come ragione l’Amministrazione 

L’Amministrazione pubblica valuta ogni aspetto dell’affidabilità: un caso deciso dal Tar Brescia (sentenza n. 569/2017, attinente a porto d’armi ad uso sportivo) ci torna utile per mettere a fuoco i passaggi critici, una vera e propria “radiografia” fatta sull’interessato.

Questi dunque i criteri utili che si possono ricavare, a contrario, dalla pronuncia.

 

L’affidabilità può essere scalfita per un non nulla, come suol dirsi: ciò che si chiede al titolare è l’espressione massima della fiducia, non minima.

La persona interessata non deve essere per forza “pericolosa” per vedere intaccata la propria affidabilità: questa può essere erosa per molto meno.

L’Autorità si mette all’opera per cercare di rilasciare l’autorizzazione se vede chiaramente condizioni massime di sicurezza, non minime.

Qualsiasi piccola negligenza dell’interessato provoca un restringimento notevole della fiducia a lui accordata dall’amministrazione.

L’Autorità, in questa delicata materia, molto difficilmente tollera condotte aggressive ed impulsive, prive di self control.

L’Autorità farà del tutto per prevenire l’incolumità dei terzi.

 

 

Il ruolo del difensore 

Sarà quello di assistere l’interessato e criticare la decisione dell’amministrazione, se effettivamente criticabile, principalmente in due casi:

  • quando si trova in presenza di fatti travisati,
  • quando la valutazione amministrativa è del tutto inattendibile.

 

 

Vedi anche

Armi e affidabilità di chi le utilizza: 9 punti da sapere  

 

 

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Letto 7269 volte Ultima modifica il Domenica, 05 Novembre 2017 18:32
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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