Giovedì, 18 Ottobre 2018 13:52

Mancato rinnovo porto d'armi uso caccia

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Un caso dove il rinnovo del porto d'armi uso caccia non viene concesso a causa della presenza di un vecchio reato per firma apocrifa su una cambiale, oltre ad un fatto sopravvenuto di cui però la persona interessata dice di non sapere niente

 

L’AVVOCATO RISPONDE

LA DOMANDA

Buongiorno avvocato, le scrivo per il mio caso, ritengo anomalo.

Nel 2007 mi assumo le mie responsabilità per firma apocrifa su una cambiale a nome di una persona con cui avevo rapporti di lavoro. Mi notificano un avviso di garanzia; riconosco il mio errore e vengo condannato a 9 mesi pena sospesa.

Non mi hanno mai chiesto indennizzo; pago il legale e nel momento di rinnovo del porto d'armi nel 2012 la questura mi dice che non posso averlo per la condanna.

Quindi non faccio opposizione e, dopo poco tempo, mi invitano i carabinieri a recarmi perché la questura mi ha rinnovato il porto d'armi; quindi lo ritiro.

Ora, 2018, consegno a mano la richiesta di rinnovo e mi reco di persona; dopo 3 mesi il responsabile della pratica mi dice che non mi può essere concesso per lo stesso problema, oltre il fatto che secondo loro è subentrato un particolare che stanno valutando.

Ho chiesto di cosa si tratta ma non lo dicono; faccio presente loro che tutto ciò è assurdo facendo riferimento al fatto che il vice questore aggiunto aveva valutato in positivo i sei anni successivi dell'accaduto rilasciandomi la concessione e adesso, di botto, sono diventato pericoloso per lo stesso reato?

Le faccio presente che ho il porto darmi dal 1981 e l'unico comportamento scorretto è stata la condanna le chiedo come riottenere il porto d'armi l'unica mia passione la caccia.

 

LA RISPOSTA

Per la vicenda penale del 2007 sembrerebbe assente una qualche relazione con il porto d’armi ad uso caccia; lei parla di una responsabilità nascente da una firma apocrifa su una cambiale, fatto questo che non ha attinenza con la disciplina nel settore armi.

Successivamente le è stato accordato il rinnovo.

Poi le è stato negato per il sopraggiungere di approfondimenti su un fatto nuovo che, forse, non era stato valutato.

Attenda dunque le risposte che l’amministrazione vorrà darle sull’ultima sua richiesta e, nel caso dovesse esservi un rigetto, potrà presentare memorie e/o ricorso mettendo in luce il fatto che ha avuto plurimi rinnovi, addirittura dal 1981.

Da tenere presente: nella materia delle licenze di pubblica sicurezza i requisiti attitudinali o di affidabilità dei richiedenti devono sempre essere ricavati da condotte del soggetto interessato.

In pratica vengono valutate anche condotte diverse da quelle aventi rilievo penale, tuttavia queste condotte devono risultare significative in rapporto al tipo di funzione o di attività da svolgere, cioè bisogna capire se sono idonee o meno a svelare un’effettiva mancanza di requisiti (affidabilità) o di qualità richieste.

 

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Letto 1906 volte Ultima modifica il Giovedì, 18 Ottobre 2018 14:18
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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