Stampa questa pagina
Giovedì, 10 Agosto 2017 16:55

Fisco e studi di settore: come farli prevalere sui parametri e vincere il ricorso?

Scritto da

 

La questione

In sintesi è questa: parliamo di studi professionali che subiscono un accertamento fiscale sulla base di parametri elaborati in passato.

Ebbene, costoro possono far valere in loro favore gli studi di settore più recenti che descrivano meglio tanto l’attività quanto i redditi denunciati.

Il principio è affermato dalla Cassazione sezione tributaria, con la sentenza n. 17807 del 19 luglio 2017.

 

 

Cosa dice la Cassazione

Fissiamo subito un punto: nel caso trattato l’avviso di accertamento è illegittimo.

La Suprema Corte ha stabilito infatti che, seppur i redditi dichiarati sono in contrasto con i parametri, tuttavia essi sono in linea con quanto stabilito dallo studio di settore più recente.

In pratica l’applicazione del nuovo studio di settore elimina il divario tra reddito dichiarato e reddito presunto:  non si può procedere all’accertamento nei confronti del contribuente la cui dichiarazione risulti congrua rispetto agli studi di settore.

Il favorevole esito per il contribuente deriva dall’applicazione dello ius superveniens, parolona apparentemente incomprensibile ma che sta a significare semplicemente “diritto sopravvenuto”.

 

 

Da sapere

Un solo fatto che, in apparenza, può sembrare paradossale ma si sa, con il Fisco molte cose sono possibili: si può essere in teoria colpevoli per i parametri ma non sulla base degli studi di settore.

Incongruenza che però non esiste, considerato che l’intero sistema di accertamento viene concepito come in continuo divenire, un cantiere aperto e perennemente in evoluzione, con lo scopo di attingere al maggior numero di elementi possibili per evitare situazioni contro legge.

 

 

Il principio di diritto da non dimenticare

L’avviso di accertamento adottato sulla base di maggiori ricavi presunti in forza degli studi di settore del 1993 e vigenti all’epoca dell’accertamento, nonostante la congruità dei ricavi dichiarati dal contribuente rispetto a quelli successivamente introdotti, è illegittimo, considerato che l’accertamento tributario mediante studi di settore è un sistema unitario, frutto di un progressivo affinamento degli strumenti di rilevazione della normale redditività per categorie omogenee di contribuenti, per cui è giustificata l’applicazione dello strumento più recente che prevale rispetto a quello precedente, in quanto più affidabile.

 

 

Cosa fare

Con il Fisco il Contribuente può e deve far valere le proprie ragioni, sempre ovviamente nel rispetto delle regole ma sfruttando gli orientamenti giurisprudenziali favorevoli sulle specifiche aree di contenzioso.

 

 

Altre informazioni su questo argomento?

Contatta la Redazione oppure l’avv. Francesco Pandolfi

3286090590

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Letto 1401 volte Ultima modifica il Domenica, 05 Novembre 2017 19:04
Francesco Pandolfi

 whatsapp  WhatsApp 
 skype  Skype
linkedin Linkedin
   

Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

www.miaconsulenza.it

Informazioni e recapiti

  • Indirizzo
    Via Giacomo Matteotti, 147
  • Città
    Priverno (LT)
  • Provincia
    Latina
  • CAP
    04015
  • Nazione
    Italy
  • Telefono
    +39.0773487345
  • Mobile
    +39.3286090590