Domenica, 10 Settembre 2017 06:46

Come si calcola l'indennizzo per le vittime di ritardo aereo?

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Calcolando la distanza tra luogo del primo decollo e luogo della destinazione finale; non importa la somma dei chilometri degli scali intermedi

 

La norma che disciplina l'indennizzo

Si tratta dell'art. 7 del Regolamento 261/2003, che è chiamato a regolamentare tutta una serie di situazioni: in pratica le regole per risolvere una gran lista di problematiche delle quali possono rimanere vittime i passeggeri.

Pensiamo ai casi di ritardo del volo, o del volo negato o cancellato.

Qui scattano alcune regolette, che è sempre bene sapere.

 

Vediamo le singole situazioni:

l'indennizzo scatta per il ritardo superiore a tre ore per voli all'interno dell'Unione Europea e prevede i seguenti importi:

euro 250,00 in caso di tratte pari o inferiori a 1500 chilometri,

euro 400,00 in caso di tratte superiori a 1500 chilometri, o in caso di tratte comprese tra 1500 e 3000 chilometri,

euro 600,00 per tutte le altre tratte. 

 

Come calcolare la distanza tra voli con scali

Si sa: quando ci si trova in aereoporto e si ascolta l'annuncio del ritardo, o peggio del volo cancellato, i passeggeri entrano in una fase di vero e proprio stress.

Magari tanti si trovano in quel posto perché hanno programmato una vacanza: non è certo una situazione tra le più tranquille.

Sono le angosce e appunto lo stress generato dal volo in ritardo a spingere, in seguito, la vittima a chiedere l'indennizzo: il giusto indennizzo.

Tuttavia, è bene sapere che le regole internazionali seguite per queste specifiche situazioni, oltre che al "parere" dei giudici in materia (Corte di Giustizia dell'Unione Europea, sentenza resa nella causa C 559/16) non arrivano ad accordare un pagamento del danno conforme alla somma delle distanze percorse, scali inclusi.

La norma vuole che ad essere indennizzata sarà solo la distanza tra luogo del primo decollo e destinazione finale, evitando la somma dei chilometri che passano tra uno scalo e l'altro.

 

 

 

Altre informazioni?

Contatta l'avv. Francesco Pandolfi

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Letto 3544 volte Ultima modifica il Domenica, 05 Novembre 2017 18:17
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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