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Lunedì, 21 Agosto 2017 07:47

4 componenti per una lettera di messa in mora fatta bene

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Lettera di messa in mora: che cos’è?

Parliamo di un’intimazione.

In pratica si tratta di una comunicazione scritta ufficiale con la quale si avvisa una persona che deve (o dovrà entro un certo tempo) ottemperare ad un preciso obbligo.

Sembra un atto banale, in realtà siamo di fronte ad un documento specifico caratterizzato da elementi preparatori ed utili all’avvio di un successivo processo, oppure di un ricorso per decreto ingiuntivo.

Chi la prepara e la spedisce è il creditore di somme, beni e servizi, il quale intima alla controparte l’adempimento di un contratto o di uno specifico rapporto.

Come preannunciato all’inizio, si tratta di una lettera che può essere predisposta da soli senza rivolgersi per forza ad un avvocato: non sono poche infatti le persone che preferiscono adottare questa modalità per “aprire il caso”, diciamo così, riservandosi magari in un secondo momento di incaricare il legale proprio per proseguire ed ottenere quanto intimato.

Non è detto che la controparte risponda subito alla lettera di messa in mora; potrebbe decidere di ignorarla lasciandola magari “in giacenza”, oppure non rispondendo anche dopo averla ricevuta per consegna, oppure potrebbe optare per  far rispondere da un legale.

C’è, dall’altra parte invece, un nutrito numero di altre persone che sceglie di far predisporre la lettera direttamente all’avvocato, proprio per avere la certezza o quella sicurezza di imprimere da subito una maggiore forza persuasiva o, perlomeno, aumentare queste probabilità di persuasione.

 

 

I requisiti che deve avere

I requisiti, o elementi, che la lettera di messa in mora deve avere sono 4:

1)  deve avere necessariamente la forma scritta, potendo essere spedita tanto nella tradizionale forma cartacea con lettera raccomandata munita di avviso di ricevimento, quanto nella forma con p.e.c. posta elettronica certificata (avendo cura in questo caso che spedizione e consegna avvengano tra due indirizzi p.e.c.);

2)  deve descrivere in dettaglio i fatti di cui ci si lamenta, partendo magari dalla citazione del contratto stipulato per arrivare alle clausole non rispettate dello stesso, fino a indicare i fatti che si ritiene diano diritto all’adempimento;

3)  deve descrivere precisamente l’oggetto: la richiesta classica è l’istanza per ottenere il pagamento di una somma, ma i motivi della messa in mora possono essere diversi, come la richiesta di consegna di una cosa oppure l’eliminazione di un dannoso disservizio;

4)  deve indicare il termine per l’adempimento, che poi non è altro che l’adozione di una formula sollecitatoria (per esempio i classici 15 giorni) decorsa inutilmente la quale si procederà in sede giudiziale (è questa la rituale dicitura che compare in questo tipo di documento).

 

 

Un consiglio

Come spiegato in sintesi, mettere in pratica le indicazioni per preparare da soli una lettera di questo tipo può significare certamente un risparmio in termini economici, in quanto permette di accantonare risorse da destinare al successivo step procedimentale (che può essere tanto la causa quanto il ricorso per decreto ingiuntivo).

Tuttavia in certi casi, magari quelli un po’ più complicati, forse è meglio affidarsi subito ad un avvocato, proprio per evitare che il prezioso documento risulti mancante in alcune delle sue fondamentali componenti.  

I costi per questa prestazione di solito non sono proibitivi: ovviamente l’interessato potrà stare assolutamente tranquillo in quanto il legale di fiducia si preoccuperà di inviare un preventivo per la spesa, strumento questo fondamentale per il rafforzamento della fiducia tra cliente e professionista e in grado di consentire alla persona il controllo sull’eventuale decisione di acquisto del servizio.

 

 

Altre informazioni su questo argomento?

Contatta la Redazione, oppure l’avv. Francesco Pandolfi

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Letto 2212 volte Ultima modifica il Domenica, 05 Novembre 2017 18:51
Francesco Pandolfi

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Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori.

Attualmente si occupa di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto penale.
E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici; in particolare ha approfondito la materia del diritto militare nelle aree disciplinari, giuslavoristiche, penali e amministrative. 
In diritto del lavoro segue da 10 anni il contenzioso dei lavoratori trimestrali contro Poste Italiane spa.

La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia; la sua profonda passione per il lavoro lo porta ad assistere e difendere davanti ogni Corte nel Paese.

I tratti caratteristici della sua azione difensiva sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, focus verso l'obiettivo.

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