Sabato, 19 Agosto 2017 07:32

Condominio e condizionatore ingombrante: si deve rimuovere?

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La questione

E’ questa: nel caso in cui venga installato un condizionatore particolarmente ingombrante e che, tra l’altro, non dia modo agli altri condomini di collocare altri apparecchi, ebbene questo deve essere rimosso, senza se e senza ma.

 

 

Il principio regolatore

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17400/2017.

In sostanza, ciascun condomino può utilizzare la cosa comune anche per finalità esclusivamente personali traendone ogni utilità possibile: l’importante è che nel fare questo non impedisca un uso paritetico agli altri condomini.

Nel caso affrontato dalla Suprema Corte è stata alla fine ritenuta illegittima l’installazione di un condizionatore all’esterno (su una parte comune dello stabile) del proprio appartamento.

 

 

Come si è arrivati in causa a questo accertamento

Attraverso una c.t.u., ossia una consulenza tecnica d’ufficio: un perito nominato dal Giudice ha verificato che l’installazione riguardava una rilevante porzione della parete comune, tanto che tale utilizzo non consentiva –neppure in teoria- agli altri tre condomini di fare altrettanto o, comunque, non permetteva l’uso di quella parte comune dello stabile.

 

 

I limiti del singolo condomino

E’ intuitivo che la gestione di una cosa comune comporti alcune limitazioni in ordine alla sfera dei diritti personali. Dalla lettura della pronuncia si ricavano due di questi limiti:

  • non disturbare o ledere il diritto o l’aspettativa degli altri condomini nel godere della cosa in comunione,
  • non alterare la destinazione della cosa comune.

 

 

Cosa può o non può fare il condomino

Come già accennato, non può sicuramente impedire agli altri condomini di utilizzare il bene comune con modalità analoghe a quelle da lui utilizzate; in pratica non può impedire a costoro di trarre uguale soddisfazione nello sfruttamento della parte in comune della cosa.

D’altra parte, egli può sicuramente raggiungere l’obiettivo prefissato (l’utilizzo di gran parte della parete condominiale) nel caso ottenga il consenso degli altri condomini i quali, nel caso si esprimano all’unanimità, potranno disporre come meglio credono dei propri diritti soggettivi.

In modo del tutto simile alla manifestazione del consenso, anche l’inerzia degli altri condomini può assumere un significato di approvazione della condotta posta in essere dall’antagonista.

 

 

Cosa fare in casi analoghi

Nel rispetto dei diritti di tutti i condomini, prima di effettuare qualsiasi lavoro o installazione su parti comuni della cosa munirsi del consenso unanime degli altri proprietari condomini; in alternativa far valere in giudizio l’inerzia di costoro, magari protratta per un considerevole lasso di tempo.

 

 

Altre informazioni su questo argomento?

Contatta la Redazione oppure l’avv. Francesco Pandolfi

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Letto 3208 volte Ultima modifica il Domenica, 05 Novembre 2017 18:54
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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