Sabato, 12 Agosto 2017 07:52

Il buon genitore: esiste un manuale?

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Le regole figli – genitore alienante

Oggi scorrendo alcuni articoli ne ho condiviso uno che tratta questo argomento: “le regole che bisogna adottare con i figli che convivono con un genitore alienante”.

O meglio sarebbe dire: quello che deve evitare il genitore alienato quando si trova con il proprio figlio.

Prendo spunto da questo articolo poiché leggendo i post dei genitori che si ritengono alienati mi viene spontaneo formulare questa domanda: “siete certi che con i vostri atteggiamenti e il vostro pretendere incondizionatamente l’amore dei vostri figli non vi comportiate come la controparte”?

 

Bambini come strumenti

Mi sembra di dedurre che dovunque viva questo bambino alla fine è un semplice strumento per soddisfare il proprio EGO e, nello stesso tempo, uno strumento per ferire la controparte.

Probabilmente sarebbe opportuno rivedere qualcosa di psicologia evolutiva.

 

I primi tre anni di vita

Nei primi tre anni il bambino vive attraverso le figure genitoriali, ciò significa che per lui mamma e papà sono i suoi referenti: la prima figura che riconosce olfattivamente è la madre (non dimentichiamo che con essa per nove mesi ha imparato a conoscere molte cose).

Quando viene al mondo, oltre le figure sanitarie ad accoglierlo ci sono mamma e papà: riconosce il loro odore, la loro voce, il modo in cui viene tenuto in braccio.

Ma se queste regole vanno bene fino a quando la relazione genitoriale esiste, per quale strana magia quando papà e mamma si separano decadono improvvisamente?

 

Un nuovo difficile compito per il bambino

Infatti da questo momento il bambino si trova ad assolvere un compito difficilissimo: non offendere nessuno dei due.

Ma chi si occupa della crescita psicologica di questo bambino? Oggi più che mai probabilmente possiamo rispondere: NESSUNO.

Genitori, servizi, istituzioni e professionisti spesso considerano i minori come un oggetto, il primo oggetto di riscatto per il loro orgoglio ferito.

Oggi con molta facilità i bambini, vengono deportati dalle istituzioni in case famiglia, con l’assurda etichetta “genitori non idonei”.

 

La soluzione è l’amore

Ma se è vero che i genitori non fanno molto per evitare tutto ciò, basterebbe deporre l’ascia di guerra e intraprendere una strada dove  l’obiettivo principale è dare serenità e amore al proprio figlio.

La delusione di un progetto di vita non riuscito non può essere assolto dal figlio che non è responsabile di quanto è accaduto: da non dimenticare che i bambini, quando i genitori si separano, si considerano responsabili di questo disastro e cercano in tutti i modi di riparare augurandosi che mamma e papà

tornino a vivere insieme e che l’incubo finisca presto.

 

Un consiglio

Amore per i figli vuol dire saggezza e dolcezza, ma anche meno emotività: solo così possono vivere serenamente e diventare adulti senza fobie.

 

Altre informazioni su questo argomento?

Contatta la Dottoressa Maria Bernabeo: 3345653199

Letto 665 volte Ultima modifica il Domenica, 05 Novembre 2017 19:04
Maria Bernabeo

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La Dott. Maria Bernabeo si è laureata in psicologia nel marzo 1979; è abilitata in psicoterapia Junghiana dal marzo 1990.

Dal 1979 al 1987 ha collaborato presso l’istituto Leonarda Vaccari in qualità di volontaria, seguendo bambini con disturbi psicofisici.

Dal 1987 al 1995 ha collaborato con qualifica di frequentatore scientifico presso la VI Clinica Psichiatrica dell’Università di Roma la Sapienza.

Dal 1995 ad oggi esercita presso il proprio studio: terapia individuale, di coppia, familiare, consulente Tecnico di parte presso il tribunale di Roma; inoltre è Mediatore Familiare.

Dal 1998 collabora con varie associazioni di genitori separati; attraverso questa collaborazione ha studiato ed approfondito alcune tematiche del diritto di famiglia: PAS (alienazione genitoriale) false denunce di violenza domestica e di abuso, denunce di stalking, mobbing genitoriale.

Presidente dal 2005 dell’Associazione Help Family, attraverso la quale promuove progetti nella scuola (prevenzione al bullismo, sportelli ascolto, tutela dei rapporti minore–genitore).

Per contattare la Dottoressa Maria Bernabeo: 334 565 3199.

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