Martedì, 12 Novembre 2019 10:07

Arma per difesa personale e vittime di usura

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Sono stato vittima di usura, il procedimento si è concluso con la condanna dei tre usurai / estorsori a pene detentive variabili e al risarcimento della parte lesa.

Ad un certo punto, anni fa, come d’incanto un camion posto a sommità di un vicoletto mi è venuto addosso schiacciando la gamba contro un muro.

Diagnosi: frattura esposta e scomposta pluriframmentaria di tibia e perone dx.

Fui sottoposto ad intervento chirurgico per la riduzione delle fratture.

Per questo motivo ci trasferimmo.

Inaspettatamente un tale mi si avvicinò e mi disse – “buongiorno, vedo che ve la siete cavata, non sarà così la prossima vola, siete un morto che cammina”.

 

Oggi continuo ad avere paura.

Ho sospeso la richiesta di risarcimento danni, ma nondimeno continuano ad arrivarmi telefonate senza risposta, bussate al citofono a tutte le ore della notte senza risposta ovviamente.

Tutti atti intimidatori. Le chiedo pertanto se si può ottenere il porto d’armi per legittima difesa per ogni eventualità.

 

 

 

Il dimostrato bisogno dell'arma, richiesto ai fini del rilascio della licenza per porto di pistola per uso difesa personale, deve basarsi su specifiche e attuali circostanze, non risalenti nel tempo, che il Prefetto ritenga integratrici della necessità in concreto del porto di pistola.

Questo è il principio di fondo della materia in questione, ribadito ultimamente dal Tar Salerno con la sentenza n. 528 dell’01.04.2019.

In pratica: la generica esposizione ad un rischio non basta.

Bisogna invece dimostrare di essere esposti ad un concreto e specifico rischio per la propria incolumità personale, che sia tale da porla in una condizione differenziata rispetto agli altri cittadini non armati.

Nel suo caso specifico, si può ritenere che tutte quelle forme di molestia, disturbo o minaccia che lei subisce dovrebbero essere sistematicamente denunziate all’Autorità (ad es. chiamando le Forze dell’Ordine per i sopralluoghi del caso, in modo da registrare e documentare nel tempo i vari episodi), così da poter poi prospettare l’attualità del pericolo all’Organo amministrativo competente per il rilascio del titolo cui lei ambisce, pericolo nascente dalla turbativa seria ed attuale alla sua vita privata per mano di soggetti verosimilmente dediti al crimine.

 

 

 

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Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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