Domenica, 11 Novembre 2018 12:06

Pistola per difesa personale: rinnovo della licenza si o no?

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Pistola per difesa personale: rinnovo della licenza sì o no?

Il Prefetto che nega il rinnovo dell’autorizzazione al porto di pistola per difesa personale, perché non dà ascolto a quanto gli riferisce il Questore sulla sussistenza del requisito di dimostrato bisogno per l’interessato di andare armato, emette un provvedimento sbagliato e, come tale, ricorribile.

Non è semplice teoria, ma quanto ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza n. 2410 del 23 maggio 2017.

 

 

Indice

Pistola per difesa personale: il no sul rinnovo dell’autorizzazione.

Pistola per difesa personale: quando la Prefettura sbaglia?

Pistola per difesa personale: il parere della Questura è vincolante?

Pistola per difesa personale: quali sono gli interessi protetti?

Pistola per difesa personale: i precedenti rinnovi sono vincolanti?

Pistola per difesa personale: in pratica.

 

Pistola per difesa personale: il no sul rinnovo dell’autorizzazione

 

Sappiamo bene che la discrezionalità riposta nelle mani della Prefettura è tale per cui questo Organo può valutare, di volta in volta e come se fosse sempre la prima volta, ogni istanza di rinnovo dell’autorizzazione al porto di pistola.

Ma questo diniego come matura?

Ebbene, l’autorità ha una vasta gamma di possibilità per negare quanto gli viene richiesto: ad esempio potrebbe dire che i risultati dell'istruttoria non evidenziano particolari situazioni da cui si possano dedurre in capo all'interessato effettive e reali esigenze di tutela personale e, quindi, l'attuale bisogno di andare armato.

Facile no?

Vero, per il prefetto è facile dire di no.

Ma non è sempre così, anzi.

Vediamo perché.

  

Pistola per difesa personale: quando la Prefettura sbaglia?

 

La Prefettura può commettere un errore di valutazione quando emette un provvedimento la cui motivazione conclusiva contrasta con il contenuto delle informazioni fornite dalla Questura.

Facciamo un esempio per comprendere il passaggio.

Se il diniego nella motivazione dice che non ci sono situazioni di pericolo attuale per la persona che chiede il rinnovo e, al contrario, la Questura nella sua relazione dice esattamente l’opposto, allora ci troveremo in presenza di una contraddizione che in realtà non ci dovrebbe essere.

Da qui nasce il diritto e l’interesse del richiedente per il ricorso.

 

Pistola per difesa personale: il parere della Questura è vincolante?

La questione a questo punto è importante: il parere dato dalla Questura vincola o no il Prefetto nella sua decisione finale?

La risposta del Consiglio di Stato è: si.

Ora, da una parte il parere potrebbe essere ritenuto una semplice relazione, un rapporto richiesto dall’Amministrazione competente per avere maggiori informazioni sul soggetto richiedente, come tale non vincolante.

Dall’altra però, pure se non vincolante, il rapporto richiesto al questore in pratica proviene da quell’Organo di P.S. che si presume avere una conoscenza diretta della persona di cui parliamo, potendo avere un contenuto univoco e chiaro.

 

Pistola per difesa personale: quali sono gli interessi protetti?

Gli interessi che il porto di pistola mira a proteggere riguardano da una parte la sfera patrimoniale e delle attività professionali e/o imprenditoriali del richiedente, dall’altra la sua sfera privata, personale e familiare.

Nel caso specifico trattato dal C.d.S., l’imprenditore subisce in tempi non proprio remoti un tentativo di rapina e un’aggressione a danno della moglie.

 

Pistola per difesa personale: i precedenti rinnovi sono vincolanti?

Secondo il parere del Consiglio i precedenti rinnovi hanno in ogni caso una loro importanza se messi in relazione a tutti gli altri elementi da valutare al momento della presentazione della richiesta.

Non possono essere considerati assolutamente vincolanti dal momento che l’amministrazione svolge, volta per volta, valutazioni singole ed autonome.

 

Pistola per difesa personale: in pratica

Riprendendo un po’ le fila del discorso e volendo riassumere in estrema sintesi i concetti che traspaiono dalla sentenza commentata, il Prefetto che nega il rinnovo dell’autorizzazione al porto di pistola per difesa personale, perché non dà ascolto a quanto gli riferisce il Questore sulla sussistenza del requisito di dimostrato bisogno per l’interessato di andare armato, emette un provvedimento sbagliato e, come tale, ricorribile.

 

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Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


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