Mercoledì, 16 Agosto 2017 06:59

Consenso informato: che cos'è?

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Il contenuto del modulo per il consenso informato

Parliamo del consenso informato secondo la disciplina vigente in Italia e, per farlo, utilizziamo la nozione data sul web da Wikipedia: il consenso informato è una forma di autorizzazione del paziente a ricevere un qualunque trattamento sanitario previa informazione sul caso da parte del personale sanitario.

In sostanza il malato ha il diritto / dovere di conoscere tutte le informazioni disponibili sulla propria salute e la propria malattia, potendo chiedere al medico, all'infermiere o altro esercente la professione sanitaria tutto ciò che non è chiaro, e deve avere la possibilità di scegliere, in modo informato, se sottoporsi a una determinata terapia o esame diagnostico.

Il consenso costituisce il fondamento della liceità dell'attività sanitaria, in assenza del quale l'attività stessa può costituire reato.

Il fine della richiesta del consenso informato è dunque quello di promuovere l'autonomia o libertà di scelta dell'individuo nell'ambito delle decisioni mediche.

 

 

Il consenso informato nell’ambito della responsabilità sanitaria

In pratica si tratta di dare la possibilità al paziente di aderire consapevolmente al trattamento sanitario proposto dal medico.

Per far si che il consenso sia consapevole, bisogna fare in modo che il paziente abbia a disposizione tutte le informazioni possibili sulle terapie da praticare, oppure riferite ad esempio all’intervento chirurgico da eseguire.

Importante è evidenziare le modalità dell’intervento ed eventuali conseguenze, anche non frequenti.

 

 

Cosa non può prevedere il modulo di consenso informato

I rischi imprevedibili e gli esiti anomali; in una parola tutto ciò che si colloca al limite del caso fortuito.

Questi eventi non assumono di regola alcun rilievo in ambito di responsabilità sanitaria in quanto, se si verificano, interrompono il nesso causale tra l’intervento e l’evento lesivo.

 

 

Consenso informato carente e responsabilità della struttura sanitaria

La casistica ci segnala un elevato numero di situazioni dove la compilazione e la comprensione adeguata del modello sono carenti.

In questi casi emerge una responsabilità della struttura sanitaria che propone il consenso.

In un caso specifico per esempio, affrontato dal Tribunale di Ravenna e deciso con sentenza n. 241 del 10 marzo 2017, è stata ritenuta insufficiente la semplice sottoscrizione del modulo di consenso informato da parte di un paziente che non avena ben compreso la portata dell’intervento.

Si è trattato di un danneggiato di origine rumena, attore nella causa di risarcimento danni intentata, il quale non aveva percepito a fondo tutti i dettagli riportati nel modulo (che oltretutto risultava pure compilato parzialmente).

 

 

In pratica

La corretta comprensione e compilazione del modulo per il consenso informato sono strettamente collegate alla tutela della salute di ogni individuo, salute che è sacra e protetta da norme di rango comunitario e costituzionale.

Abbiamo più volte ribadito anche in occasione di altri post che il medico è chiamato alla vigilanza sulle condizioni di salute delle persone e al miglioramento delle stesse.

La struttura ospedaliera risponde dei danni correlati alla maldestra redazione e/o sottoscrizione del modello in esame.

Trovandosi in una situazione del genere, incaricare un difensore per senza indugio, al fine di domandare il risarcimento del danno provocato.

 

 

Altre informazioni su questo argomento?

Contatta la Redazione oppure l’avv. Francesco Pandolfi

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Letto 1007 volte Ultima modifica il Domenica, 05 Novembre 2017 18:58
Francesco Pandolfi

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Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori.

Attualmente si occupa di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto penale.
E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici; in particolare ha approfondito la materia del diritto militare nelle aree disciplinari, giuslavoristiche, penali e amministrative. 
In diritto del lavoro segue da 10 anni il contenzioso dei lavoratori trimestrali contro Poste Italiane spa.

La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia; la sua profonda passione per il lavoro lo porta ad assistere e difendere davanti ogni Corte nel Paese.

I tratti caratteristici della sua azione difensiva sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, focus verso l'obiettivo.

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