Domenica, 05 Aprile 2020 16:15

silenzio-rifiuto su istanza di revoca del divieto detenzione armi

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Quali sono i criteri e i casi nei quali il Prefetto deve obbligatoriamente provvedere sull’istanza di riesame di un divieto di detenzione armi e munizioni.

 

 

 

Il silenzio rifiuto sull’istanza

Utilità dello strumento difensivo

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Il silenzio rifiuto sull’istanza

Ne avevo già parlato in questo precedente post:

armi ordine di provvedere su istanza riesame

 

L’argomento si presenta estremamente interessante, ma soprattutto utile per tutti coloro che puntualmente si ritrovano a dover gestire e risolvere il problema causato dall’imposizione da parte del Prefetto del divieto di detenzione armi.

 

Dunque, vediamo in sintesi di cosa si tratta.

 

Ebbene, una persona potrebbe decidere di non impugnare direttamente il decreto prefettizio negativo, per vari motivi.

 

Potrebbe, però, presentare alla Prefettura un’istanza di riesame al fine della revoca della misura interdittiva.

 

Potrebbe anche integrare l’istanza con atti successivi, magari perché a seguito di accesso ha conosciuto gli atti sui quali è fondata la conferma di diniego.

 

Ora, di fronte all’istanza di riesame l’amministrazione potrebbe non dare alcuna risposta.

 

Ecco: questa è la situazione tipica dove è possibile la proposizione del ricorso contro il silenzio-rifiuto, nel quale dedurre la violazione dell’obbligo di provvedere sulla richiesta di riesame e chiedere che sia accertata e dichiarata l’illegittimità del silenzio serbato dall’Amministrazione; conseguentemente, ordinando la conclusione del procedimento con un provvedimento espresso e nominando, in caso di persistente inerzia, un commissario ad acta.

 

 

 

Utilità dello strumento difensivo

Come si può notare, si tratta di uno strumento difensivo importante ed utile per il privato.

 

In pratica, nonostante che la potestà attribuita dalla norma all’autorità di p.s. sia giustificata, sotto il profilo funzionale, dalle esigenze di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, anche con finalità di prevenzione della commissione di illeciti da parte di soggetti che non diano affidamento di non abusare delle armi, il provvedimento inibitorio adottato non può avere efficacia illimitata nel tempo.

 

Ne consegue che, a fronte della mancanza di un limite temporale di efficacia del provvedimento de quo, deve riconoscersi in capo al destinatario un interesse giuridicamente protetto a ottenere il riesame dopo il decorso di un termine ragionevole e in presenza di sopravvenienze che potrebbero avere mutato il quadro indiziario posto a base dell’originaria valutazione di inaffidabilità.

 

A decidere su una questione di questo tipo, ultimamente è stato il Tar per la Sicilia, con la sentenza n. 293/2020 pubblicata in data 04.02.2020.

 

 

 

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Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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