Giovedì, 19 Settembre 2019 07:17

Armi, porto per difesa personale

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Accade spesso che il Prefetto, acquisita la relazione della Questura, respinga l’istanza presentata dalla persona interessata per il rinnovo del porto di pistola per difesa personale.

Un “no” dovuto al fatto che non sono riscontrati "elementi obiettivi dai quali poter desumere che l'interessato sia esposto ad un rischio maggiore di quello cui le dinamiche odierne espongono la maggior parte dei cittadini".

Si tratta di una questione che si presenta spesso ed è abbastanza complessa dal punto di vista giuridico, anche perché nel tempo i giudici amministrativi più di qualche volta si sono espressi con sentenze non sempre allineate.

Fatto questo che certamente non ha favorito una visione univoca della problematica.

Il Consiglio di Stato, ad esempio, ha manifestato grossomodo due orientamenti: uno che riconosce un peso ai rinnovi del titolo avuti negli anni precedenti, l’altro che accorda maggior favore alla valutazione che va fatta anno per anno circa la situazione di rischio cui è esposta la persona che chiede il rinnovo.

 

Comunque, al di là degli orientamenti della magistratura, come sempre per noi la questione pratica racchiude alcuni principi utili da tenere a mente, così come offre spunti per valutare il ricorso contro il rigetto.

 

 

Indice

Quando il provvedimento amministrativo è ricorribile?

Quali sono i principi di massima che regolano la materia?

Come chiedere assistenza allo studio legale?

 

 

Quando il provvedimento amministrativo è ricorribile?

Il decreto è ricorribile quando l'interessato può denunciare la violazione e falsa applicazione dell'art. 42 TULPS, sotto vari profili.

Tra questi profili, i tre aspetti sui quali solitamente si fa leva nel ricorso sono: il difetto di istruttoria, l’eccesso di potere per travisamento dei fatti, infine l’eccesso di potere per violazione del principio del legittimo affidamento.

 

 

Quali sono i principi di massima che regolano la materia?

Leggendo le norme e le diverse sentenze del Consiglio di Stato, emerge quanto segue.  

  • I criteri di base sono l’affidabilità della persona, la buona condotta e il dimostrato bisogno.

Poi:

  • il rilascio di porto d'armi rientra tra le autorizzazioni di polizia.
  • Il potere di rilasciare le autorizzazioni di polizia, in generale, anche in ragione dell'originaria natura intuitu personae che connotava tale tipologia di licenze, si caratterizza per l'ampia discrezionalità dell'Autorità competente.
  • Il testo unico, nel disciplinare il rilascio della licenza di porto d'armi, mira a salvaguardare la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica nazionale.
  • Il potere di rilasciare le licenze per porto d'armi è una deroga al divieto sancito dall'art. 699 del codice penale e dall'art. 4, primo comma, della legge n. 110 del 1975": "il porto d'armi non costituisce un diritto assoluto, rappresentando, invece, eccezione al normale divieto di portare le armi".
  • Interessante è poi la lettura del C.d.S. secondo la quale l'amministrazione non può giungere a conclusioni difformi da quelle accolte in precedenti e reiterati provvedimenti, senza proporre variazioni di rilievo che possano giustificare il mutato orientamento.

 

 

Come chiedere assistenza allo studio legale?

Per avere assistenza legale o chiedere un parere per valutare la presentazione di un ricorso, basta utilizzare il portale MiaConsulenza.it, oppure inviare il quesito utilizzando la mail di studio: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Ovviamente è sempre possibile contattare direttamente l’Avv. Francesco Pandolfi all’utenza mobile 3286090590.

 

 

Altre informazioni?

Contatta l’Avv. Francesco Pandolfi

3286090590

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Letto 1030 volte Ultima modifica il Giovedì, 19 Settembre 2019 07:24
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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