Mercoledì, 15 Gennaio 2020 08:47

Battuta di caccia e infortunio

Scritto da

 

L’Avvocato risponde

 

Domanda

Buongiorno, avevo bisogno di informazioni circa la gestione dei sinistri in materia venatoria da parte delle compagnie assicuratrici.

Durante una battuta di caccia ho subito un infortunio al tendine d’Achille, non causato da arma da fuoco (che tenevo in spalla), ma per via di un terreno sconnesso che stava percorrendo. 

La gestione del sinistro è stata affidata alla compagnia Marsh risk consulting Milano per via di una convenzione tra Unipolsai e la federazione della caccia.

Dopo aver inviato loro tutta la documentazione di rito ed essere stato a visita medico-legale presso il loro incaricato, si sono presentati oggi con una offerta (ridicola) quantificata sulla base dei loro massimali, non tenendo conto delle tabelle del tribunale di Milano e precisando inoltre che le spese mediche, legali e l’invalidità temporanea non sono contemplate dalle garanzie di polizza.

Lei ritiene che ciò che asseriscono possa avere un qualche fondamento? 

Ho una tessera base con massimale di 52.000 € circa. 

A fronte della mia relazione medico legale di parte (11%), il loro medico ha assegnato il 5% e l’offerta che la compagnia ritiene congrua è di 2.600 € (che è il 5% di 52.000 euro da quello che ho potuto capire). 

Mi chiedo se sia il giusto metodo di calcolo per quantificare un danno di questa portata. Le tabelle orientative quantificano il danno in maniera molto diversa dalla loro. 

Rimango in attesa di un suo parere/consiglio in merito. 

 

 

Risposta

La questione va inquadrata, secondo me, partendo dalla fonte del rapporto giuridico (convenzionale) tra le parti.

Lei è munito di polizza assicurativa in convenzione Marsh - Federcaccia: è questo contratto che disciplina il rapporto assicurativo tra voi, non altre fonti extracontrattuali.

Esaminando le voci della polizza nel link da lei allegato, si nota che la copertura contrattualmente pattuita è effettivamente quella da loro indicata e ricavabile dal loro calcolo.

Discorso diverso è quello della valutazione medico legale: qui conta il parere del sanitario, nel senso che se il medico legale di parte è autorevole e credibile lo sarà anche nei confronti del suo collega, fiduciario della compagnia, riuscendo verosimilmente a ridiscutere la stima già effettuata. 

Trovo comunque strano un divario così ampio di valutazioni sulla IP:  bisogna comprendere se il danno biologico (lesione del tendine d'achille) è -di massima- tabellato 5% oppure 11%; non sono un medico legale ma penso che occorra indagare sulla limitazione funzionale residuata a seguito dell'occorso, nel senso che non esiste una lesione identica all'altra ossia esattamente sovrapponibile circa la stima percentuale risultante dalle varie tabelle orientative, normalmente utilizzate per queste valutazioni.

 

 

 

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Letto 800 volte Ultima modifica il Mercoledì, 15 Gennaio 2020 08:51
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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