Lunedì, 01 Ottobre 2018 11:51

Falso profilo Facebook

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Falso profilo Facebook

Mettere sotto pressione qualcuno sui social, con insistenti messaggi, chiamate e magari sfruttando un profilo falso, può comportare conseguenze serie dal punto di vista giudiziario.

Vediamo in che cosa consiste l’utilizzo di un profilo di questo tipo e come la persona perseguitata può reagire, difendersi ed avere tutela.

 

Indice

Falso profilo Facebook: lo stalking

Falso profilo Facebook: il web

Falso profilo Facebook: la protezione della vittima

Falso profilo Facebook: il risarcimento della vittima

 

Falso profilo Facebook: lo stalking

Per chi utilizza i social in modo normale, una situazione come quella descritta può sembrare assurda e impossibile.

Tuttavia, i casi di stalking mediante i social sono frequenti: a testimoniarlo sono le sentenze che si susseguono senza sosta nei vari tribunali italiani.

Il nostro studio ha visto svariate pronunce di questo tipo.

La questione è particolarmente delicata, dal momento che internet e i social non fanno altro che amplificare le possibilità espressive che una persona potrebbe avere nella vita reale.

Il meccanismo della propagazione del messaggio dunque aumenta le probabilità che un utilizzo distorto del mezzo possa arrecare molestie e disturbi vari, pregiudicando l’equilibrio psicofisico della vittima quando viene messo in atto un comportamento oppressivo, quale è lo stalking.

 

Falso profilo Facebook: il web

A pensarci un attimo, mettere sotto pressione una persona non è poi così complicato nel mondo del web: la casistica giudiziaria ci mostra dati eloquenti e, allo stesso tempo, allarmanti.

L’esempio può essere quello dell’uomo che vuole stringere il cerchio attorno alla donna dei suoi pensieri e dei suoi desideri.

Ebbene, costui potrebbe creare un profilo falso a suo nome, fingere di essere in qualche modo legato alla donna e tempestarla di messaggi, senza tregua.

Potrebbe sfruttare il mezzo per collegarsi agli amici della vittima, in modo da rendere il proprio piano maggiormente credibile.

In una situazione come questa, chiunque resterebbe stressato e preoccupato, in uno stato d’ansia neppure tanto latente.

 

Falso profilo Facebook: la protezione della vittima

La prima cosa che la vittima della persecuzione on line può e deve fare è denunciare: del fatto può essere informata la Polizia Postale.

Dopo la denuncia partono le indagini e, molto probabilmente, ne scaturisce una causa penale.

Chi si sente vittima di stalking quasi sempre ha subito vari atti molesti e minacciosi, telefonate costanti e intimidazioni.

Inoltre, ha subito così tanto che il suo stato di salute è peggiorato, oltre al fatto che le sue abitudini di vita sembrano alterate e compromesse.

 

Falso profilo Facebook: il risarcimento della vittima

Riassumendo: davanti il giudice penale l’accusa ha il compito di dimostrare che tutti gli elementi dello stalking sono presenti nella fattispecie.

La persona responsabile, per parte sua, può cercare un’attenuante attraverso l’integrale risarcimento della vittima.

Per questo specifico adempimento si può predisporre una scrittura privata contenente la rinuncia a costituirsi parte civile, in quanto il danno è stato completamente risarcito.

Cosa questa che, a sua volta, può ripercuotersi in sede di giudizio penale e concorrere a mitigare la condanna per il responsabile.

 

vedi anche:

https://www.miaconsulenza.it/diritto-penale/11-diritto-penale/30-l-amministrazione-di-appartenenza-puo-essere-chiamata-a-rispondere-del-danno

 

 

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Contatta l’Avv. Francesco Pandolfi

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Letto 2841 volte Ultima modifica il Lunedì, 01 Ottobre 2018 12:01
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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