Sabato, 02 Febbraio 2019 09:08

Fucile smarrito

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L’AVVOCATO RISPONDE

Lo studio riceve tutti i giorni richieste di assistenza e diversi quesiti in diritto delle armi.

Eccone uno.

 

 

LA DOMANDA

Mio padre dal 19XX acquistò un fucile.

Lo registro, fece il porto darmi.

Da quel momento in poi ha fatto diversi traslochi e, a oggi, lui si è scordato di avere questo fucile.

Io come figlio nel xx avevo solo due anni.

Ora ci è arrivata una lettera dalla PS dove invitava mio padre a rinnovare il porto darmi.

Premesso che ora è anziano e non è mai stato cacciatore: il fucile non sappiamo dove è.

È smarrito da tempo, ma mio padre non ha mai fatto denuncia di smarrimento.

La domanda è adesso cosa si può fare a questo punto?

 

 

LA RISPOSTA

La lettera che ha ricevuto penso sia relativa alla diffida a presentare il certificato medico asl (ogni 5 anni) per la detenzione.

Il fatto che non trova l'arma è un problema; deve segnalarlo/denunciarlo all'autorità di PS.

Sui pochi elementi indicati nel quesito, non si vede via di uscita.

La custodia delle armi si basa proprio sulla diligenza: evitare che terzi ne entrino in possesso.

L'autorità di PS é obbligata ad esercitare la denuncia alla Procura.

 

 

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Letto 1273 volte Ultima modifica il Sabato, 02 Febbraio 2019 09:15
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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