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Sabato, 15 Settembre 2018 15:56

Militare giudicato per errore non idoneo quale VFB

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L’AVVOCATO RISPONDE

MILITARE GIUDICATO PER ERRORE NON IDONEO QUALE VFB

LA DOMANDA

Chiedo un breve parere per iniziare eventualmente un procedimento di risarcimento del danno provocato dalla omessa riassunzione in servizio di un militare; egli è stato giudicato non-idoneo quale VFB e riformato art. 16N in quanto ritenuto affetto da persistenti turbe psichiche.  Una sentenza ha però annullato tutti i provvedimenti emessi dal Ministro della Difesa: occorre ora ripristinare lo status quo ante con il dovuto risarcimento. Allego copia della sentenza Tar a favore del militare e contro il Ministero della difesa.

 

LA RISPOSTA

Ciò che appare risarcibile è il quantum che sarebbe spettato al dipendente dal momento del congedo (anticipato ed erroneo per effetto dell’errore sullo stato di salute) sino al momento in cui egli invece avrebbe dovuto essere congedato per fine servizio quale VFB. 

Diverso e più difficile sembra invece l’aspetto dell’ipotetico risarcimento per perdita di chance e del danno esistenziale patito, quale omessa reintegrazione in servizio e perdita della possibilità di conseguire il prosieguo della carriera.  Il termine della ferma breve e l’eventuale transito nei ruoli degli effettivi (servizio permanente) rappresenta un elemento che deve essere statisticamente rilevante in termini prognostici circa il raggiungimento del risultato sperato: in tal caso incombe sul ricorrente l’onere di provare l’esistenza della probabilità di conseguimento del risultato sperato, tale processo – seppur astratto – deve ragionevolmente far ipotizzare una possibilità di riuscita superiore al 50%.  Occorre parametrare, in base ai requisiti previsti dalle norme dell’arruolamento (art. 701 D.Lgs. n. 66 del 15.03.2010 …. i criteri e le modalità per l'ammissione dei volontari in ferma prefissata alle ulteriori rafferme biennali sono disciplinati con decreto del Ministro della difesa – art.704 art. 701 D.Lgs. n. 66 del 15.03.2010 …Al termine della ferma prefissata quadriennale ovvero di ciascun anno delle rafferme biennali, i volontari giudicati idonei e utilmente collocati nella graduatoria annuale di merito sono immessi nei ruoli dei volontari in servizio permanente con le modalità stabilite con decreto del Ministero della Difesa (ndr che consistono nell’esame dei titoli e nel superamento di esami) le probabilità che avrebbe avuto il ricorrente se, al termine della suo periodo di servizio quale VFB, avesse chiesto il transito ad ulteriore ferma biennale e  successivamente il transito in servizio permanente.

Supportando con elementi di fatto gli effettivi cambiamenti di vita del danneggiato e le circostanze comprovanti l’alterazione delle sue abitudini di vita.  La questione del risarcimento del danno per perdita di chance, come detto, non si basa su concreti indici di valutazione ma rientra in un contesto aleatorio difficile da rapportare alla realtà.  Il militare potrebbe attivarsi con una preliminare diffida ad adempiere, o istanza di riesame o atto equivalente, avente ad oggetto:

la richiesta di un Decreto di liquidazione delle somme desunte dalla ricostruzione della carriera (es. stipendio, riliquidazione del premio di congedamento, interessi legali e somme a titolo di rivalutazione monetaria) a decorrere dalla data dell’effettiva collocazione in congedo fino alla data prevista quale termine della ferma breve (a tale scopo si può consigliare la predisposizione di una “perizia” da parte di un consulente del lavoro –o altro esperto del ramo- che delinei la predetta ricostruzione, producibile con l’istanza); con l’occasione di questa richiesta si può formulare in concomitanza un’istanza di accesso agli atti tendente a verificare se l’amministrazione ha effettivamente eseguito l’ordine del giudice annullando gli atti impugnati con il ricorso concluso con sentenza Tar.

in caso di esito negativo, a quel punto proporre l’ottemperanza ex art. 112 c.p.a. per l’esecuzione del giudicato e, poi, per il riconoscimento del diritto sopra indicato.   

 

Qui vedi altri post in diritto militare:

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Francesco Pandolfi

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Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori.

Attualmente si occupa di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto penale.
E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici; in particolare ha approfondito la materia del diritto militare nelle aree disciplinari, giuslavoristiche, penali e amministrative. 
In diritto del lavoro segue da 10 anni il contenzioso dei lavoratori trimestrali contro Poste Italiane spa.

La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia; la sua profonda passione per il lavoro lo porta ad assistere e difendere davanti ogni Corte nel Paese.

I tratti caratteristici della sua azione difensiva sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, focus verso l'obiettivo.

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